
(2011) Autoproduzione
Tracklist:
1. Strength and fight
2. Blow off (feat. Gigi Allin)
3. Lost Control
4. Naked Babes
Going South, fino a Catania.
L’Ep di Crusade si può ascoltare più e più volte mentre si percorre tutta l’Italia. Ammesso che si abbia buona resistenza e non sia stata una giornata particolarmente fastidiosa… In effetti Crusade consiste di quattro tracce pestate e pesanti, gridate, sguaiate. L’effetto complessivo però, non è quello di incanalare la nostra rabbia o di farci venire voglia di spaccare tutto. Crusade scatena sentimenti misti perché fatto di alti e bassi, come spesso accade a lavori di gruppi giovani.
A dire il vero, giovani siciliani così arrabbiati non mi era ancora capitato di incontrarne e questo è senza dubbio un elemento di pregio. L’essere giovani ed incazzati ci piace, ma non è di per sé una garanzia né, tantomeno, è sufficiente.
Sono spacconi e rumorosi, questi Crusade. “Spacconi” non nel senso che spaccano, ma che buttano in fuori petto, chitarre e piatti gonfi di rabbia e ti si lanciano contro, apparentemente senza una buona ragione (come abbiamo fatto probabilmente tutti a un concerto). Il nome stesso non è scelto a caso: sono davvero in battaglia con questa batteria potente e questi riff di chitarra aggressivi. Forse, però, sono giovani kamikaze, più che astuti combattenti.
Strenght and Fight dà subito una prima idea di questo “gap” tra l’aggerssività e l’atteggiamento spavaldo, da una parte, e la poca capacità di convincere dall’altro. L’aggressività e l’atteggiamento ci sono, le chitarre e la batteria (soprattutto) ci sono. La voce di Gianluca, però, ha un non so che di sfida dentro, qualcosa che vorrebbe attirarti, sedurti con forza, ma resta acerba. Lo stesso si può dire dei cori che non riescono ad arrivare a quella potenza che vorrebbero avere.
Blow off dà qualcosa in più: c’è più sintonia tra voce e linea musicale, lo stile del gruppo è più chiaro e, in definitiva, questa traccia non è affatto male. Resta ancora una volta però, una piccola delusione: alla fine non ce la fanno a “stenderti” di forza, neanche quando tentano di raggiungere il punto più basso a livello vocale.Lost Control è delirante, non so se più simpaticamente o fastidiosamente. Anche qui il potenziale si intravede, soprattutto da un punto di vista strumentale. Peccato per l’inserto finale, registrato backstage, nel quale si spezza il ritmo pesante dell’ep con un momento di “relax” dove ci si racconta “quanto siamo sfatti noi giovani aggressivi” mentre qualcuno (esausto, probabilmente) sfiata dentro un’armonica. Naked babes non segue un andamento diverso dal resto del disco che, in definitiva, sa di già sentito. Difficile distinguere le tracce una dall’altra o distinguerle dalle migliaia di track spaccone e spaccanti che recitano il cliché hardcore.
Forse è solo presto per i Crusade, forse c’è da lavorare ancora. Come in tutti gli esordi, le idee non sono chiarissime: si vuole affermare la propria identità, anche chiamando il proprio lavoro come il gruppo stesso. Per la serie “questi siamo noi”.
Ma, alla fine, si finisce per fare un sacco di confusione. Poco male, col tempo si cresce e si sistema tutto, si impara a fare le debite distinzioni e ad articolarla, la rabbia, senza necessariamente vomitarla addosso al pubblico. Restiamo in attesa.
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