mercoledì 18 maggio 2011

HUMOR CHIC by AleXsandro Palombo

Ci vuole una gran dose di coraggio per puntare il dito contro le mistificazioni e gridare, davanti a una folla di compiacenti lacchè e simpatizzati acritici (forse, i più pericolosi) “Il re è nudo!”. In realtà, il solo coraggio non è sufficiente. Bisogna avere un gran senso della realtà, bisogna saper distinguere la forma dalla sostanza o il fatto dalla storia che se ne racconta. Sapeva farlo la bambina nella favola “I vestiti nuovi dell’Imperatore” e sa farlo aleXsandro Palombo, designer ed illustratore italiano iniziatore di Humor Chic, blog che racconta e mostra la moda in maniera dissacrante e, inevitabilmente, divertente.

A differenza della bambina della favola, alla quale è capitato una volta nella vita di portare l’attenzione collettiva su ciò che nessuno sembrava notare, l’opera di Palombo è sistematica, quotidiana ed altamente comunicativa, perché basata sull’immediatezza dell’illustrazione. Oggetto dell’umorismo – il mondo della moda, la sua élite ed i suoi miti: magrezza, sorrisi stampati in faccia, cordialità, leggerezza.

Palombo, prima designer della settimana della moda di Milano e poi originale satiro, conosce bene il mondo che disegna. Ha creato modelli e sfilato davanti agli occhi ammirati del mondo. Ha rivoluzionato ed iniziato, come dichiara in alcune interviste, molte tendenze che caratterizzano la moda contemporanea. Ha conosciuto i protagonisti del fashion-biz e ne ha suscitato, dice, le invidie e le critiche. A soli 33 anni lascia le passerelle e si dedica alla sua passione per le illustrazioni realizzando Vanitas, Inshallah – il “primo fashion show illustrato al mondo” – che precede il più celebre blog Humor Chic. Filo conduttore: mettere a nudo la moda, scavarne la superficie e portarne in luce gli aspetti controversi, contraddittori, le perversioni, i giochi di potere. Demistificare la rappresentazione mediatica opaca e ingannevole della moda, dei suoi imperativi e dei suoi esponenti – dai designer, come Valentino, Karl Lagarfeld e Rachel Zoe, alle grandi Anna Wintour e Carine Roitfeld, passando per le icone come Victoria Beckham ma anche Homer Simpson. Come a dire: nessun membro “della cricca” si salva – né chi la moda la fa né, soprattutto, chi la racconta.

Ecco così che il caso Humor Chic esplode già qualche tempo fa con le rappresentazioni spietate della magrezza che sfociano in un’ode (assolutamente ironica) dell’anoressia. Nei disegni di Palombo troviamo teste celebri come quelle della signora Beckham incastrate su scheletri leopardati molto fashion. Il tutto corredato con consigli del tipo: “Se vuoi essere magra mangia una mela a colazione, pranzo e cena – ma bada che sia rossa, perché sembra più succosa e alla moda”. Inutile, però, combattere le devianze portate dalla malattia-della-magrezza tessendo le lodi dell’essere “in carne” perché Palombo mette corpi obesi tra due fette di pane McDonald, li copre di insalata e ti chiede “Are you loving it?” (Ti piace così?). Insomma, non c’è scampo: bisogna riflettere su argomenti e contro-argomenti. Schierarsi acriticamente non è un’opzione.

Oltre ai miti dissacrati, ci sono anche le denunce di vizi che “sporcano” l’equilibrio (a questo punto, solo apparente) di un mondo che sembra “immune” alla grettezza umana. Ecco allora che i dettagli più sordidi della vita “fiscale” di Valentino lo trasformano in un Paperon De’ Paperoni felice di risparmiare denari sonanti evadendo le tasse. E poi, ci sono i pregiudizi che contraddicono convenzioni e convinzioni della moda, ad esempio quelle legate all’omosessualità. Così, le dichiarazioni di Lagarfeld sui matrimoni gay e le difficoltà dei figli con “due padri” ce lo riportano incinto, ma sempre delicato come un giunco.

Palombo punta il dito anche contro scelte discutibili, come quella del numero natalizio 2010 di Vogue Parigi. Oggetto della controversia umoristica la scelta della Roitfeld e del guest editor Tom Ford di “addobbare” baby modelle (molto baby) con vestiti e trucchi da adulte. Il dettaglio è di Tom Ford, quindi decisamente di qualità, questo non si discute – ma finisce per essere “Il regalo perfetto per i pedofili”. Imperdibili le rappresentazioni delle “battaglie mediatiche”, del tipo “Facebook vs. Twitter” con Mark Zuckerberg che spara agli uccelletti blu di Twitter con tanto di guanto bianco da caccia alla volpe. Imperdibili anche i consigli erotici di Anna Wintour “sperimentati” su Homer Simpson.

Vizi e invidie. Perversioni e disonestà. Superficialità e false cordialità. Tutto illustrato per dire: “non lasciatevi trarre in inganno”. Certamente qualcuno potrà obiettare che Palombo agisce per vendetta, cadendo preda degli istinti che egli stesso denuncia. Obiezione poco pertinente, perché Palombo non realizza Humor Chic per mostrarsi “migliore degli altri”. Palombo si limita a raccontare, con geniale umorismo, cose che non tutti sanno e lascia che siano i lettori, poi, a decidere che cosa ne pensano. Crea piccoli shock-culturali che però ci svegliano dal nostro torpore e favoriscono quella che in gergo si chiama “opinione pubblica informata”, unica garanzia di libertà collettiva. La moda è nuda! A voi scegliere come rivestirla dopo aver letto ogni giorno la vostra pillola di Humor Chic – altamente consigliata per gli effetti benefici sul nostro cervello.

Post orginale@ http://www.dmoda.it/2011/05/16/humor-chic-by-alexandro-palombo/

Artwork by aleXsandro Palombo - http://www.humorchic.blogspot.com/


martedì 10 maggio 2011

RHYME – Fi(r)st

Tracklist:

1. TV Liars
; 2. Rise Again
; 3. Under Torture
; 4. Lovers; 5. Step Aside
; 6. The Pleasure Game
; 7. Hiding From The Dark
; 8. Keep On Foolin'
; 9. Emotions
; 10. Feed My Anger
; 11. Your Scars



Nel mare magnum della produzione musicale contemporanea esiste, vale la pena di ricordarlo, del vero talento. Niente a che fare con quello propagandato in TV ed i Rhyme questo lo sanno bene perché hanno deciso di aprire il loro album di esordio con un pezzo che definisce “bugiardi” talent-show e “talentuosi” partecipanti. Lombardi, quattro veri musicisti, usciti di recente con il loro primo lavoro Fi(r)st, i Rhyme difficilmente possono essere consideratiì una band emergente.
Fi(r)st non ha il sound di un esordio ma di un lavoro solido, pensato, maturo. La forza con cui colpisce è proprio quella di un pugno ben assestato (il gioco di parole tra primo –first- e pugno –fist-), dato con rabbia ma, anche, con estrema consapevolezza. Chi ama l’hard rock ed è in astinenza da buoni lavori ormai da qualche tempo, deve avere questo album: undici tracce che tolgono la sete di buona musica, caricano a dovere e, in certi punti, sono perfino sensuali come lo sapevano essere i grandi pezzi made in USA di qualche tempo fa.

Fin dall’apertura con TV Liars, ti rendi conto che stai ascoltando un buon rock e un po’ temi che la seconda o la terza traccia già ti deludano… E invece no! Fi(r)st è bello tutto, dall’inizio alla fine. Rise Again, Lovers, Hiding from the dark sono tutti pezzi eccellenti – ma è difficile dire che gli altri siano da meno. Pleasure Game è, lasciatemelo dire, la canzone che tutte noi “ragazze cattive” vorremmo che qualcuno componesse per noi.

Non solo Gabriele Gozzi è una delle voci più interessanti che si siano sentite negli ultimi tempi. La chitarra di Matteo Magni, il basso di Riccardo Canato e la batteria di Guido Montanarini sono essenziali, cruciali nel successo di questo lavoro che unisce in maniera esemplare voce e strumenti. Questi sono quattro rocker veri. Questo è davvero un disco da thumb up, come direbbero gli americani.

Ascoltandolo, si può pensare che i Rhyme non siano neanche italiani e invece lo sono e sono davvero bravi. Se vi sembra impossibile che in Italia si faccia del buon hard rock, non dovete preoccuparvi: probabilmente soffrite di sindrome da stress post-traumatico dovuta ai troppi talent show in circolazione e ai finti rockettari che li popolano.
Auguriamo ai Rhyme un grande successo, di fare tanti altri album come questo e di fare un tour che li porti da Nord a Sud un po’ più vicino ai fan dell’hard rock in astinenza e afflitti dalla sindrome di cui sopra. Ce n’è bisogno.

post originale@:http://www.hatetv.it/articoli_detail.php?ID=1764

mercoledì 4 maggio 2011

H&M “FASHION AGAINST AIDS”. UN IMPEGNO CONCRETO


Si chiama "Fashion Against AIDS" (FAA) ed è l'iniziativa di H&M contro l'AIDS che arriverà nei negozi il prossimo 26 aprile. Si tratta di una collezione dal gusto sportivo, easy e comoda, come coloro che la porteranno. I capi FAA si troveranno nel reparto Divided, quello dove più spesso proprio i più giovani scelgono i propri capi di abbigliamento H&M. La collocazione al reparto Divided non è casuale: FAA è un'iniziativa volta a sensibilizzare i più giovani sulla necessità di vivere il proprio corpo e la propria sessualità con libertà ma proteggendosi, praticando sesso sicuro e scegliendo sempre consapevolmente.
L'idea dietro l'iniziativa è semplice, ma è forse proprio per questo che si tende a dimenticarla troppo spesso: l'AIDS non è una malattia che riguarda solo paesi più poveri, dove le condizioni di vita sono precarie, l'incidenza dell'HIV è elevatissima ma, soprattutto, non accenna a diminuire. L'AIDS non è, come si diceva negli anni '80, la "malattia degli omosessuali". L'AIDS riguarda tutti noi. Noi, donne e uomini, ragazze e ragazzi liberi di scegliere di vivere la nostra sessualità come meglio crediamo e che, forse per la troppa libertà, ci dimentichiamo che dobbiamo sempre prestare attenzione, per noi stessi e per proteggere chi amiamo. Attenzione: nessun moralismo dietro la mission di questa iniziativa. Si parla di consapevolezza, non di colpevolezza. La linea quindi, non mortifica il look ma al contrario si presta, molto sensibilmente, a vestire uomini e donne consapevoli e, dunque, davvero liberi di scegliere. FAA propone un look unisex, con T-shirt, giubbotti e tutoni che invitano a mettersi a proprio agio, che si possono portare come si preferisce, personalizzare, reinventare. Esattamente come con il sesso, direi. Ognuno di noi lo pratica, senza differenze di sesso, ma ciascuno con le proprie "preferenze". Così la linea FAA non suggerisce differenze ma permette di esprimere se stessi. Le ragazze si divertono scegliendo capi dal look maschile, mentre i ragazzi mixano diversi stili. Il punto di partenza di questa collezione sono le forme e i dettagli, con T-shirt sportive, giubbotti e parka che possono essere personalizzati arrotolando le maniche o staccandole grazie alle cerniere, capi da indossare con cinture in vita e pezzi completamente trasformabili. Modelli comodi e caratterizzati da colori naturali e pastello adatti a tutti. Il parka drappeggiato, una volta tolte le maniche, diventa un abito da ragazza. Le T-shirt con le scritte, oversize o asimmetriche, possono essere indossate da tutti in tanti modi diversi. Particolarmente "comunicativi" sono i capi coperti con le scritte dell'iniziativa: il messaggio di FAA si può e si deve portare addosso, senza fatica e con molta praticità. Perché è un messaggio importante che deve girare quanto più possibile.
Questo è il quarto anniversario dell’iniziativa FAA di H&M volta a promuovere il sesso sicuro e a sensibilizzare i giovani nei confronti del problema dell’HIV/AIDS attraverso le scritte sui capi e le iniziative delle organizzazioni a cui sono devoluti i fondi raccolti (25% delle vendite). Le donazioni sono state suddivise tra diverse associazioni: Designers Against AIDS (DAA), l’ONG che ha fatto conoscere ad H&M il concetto di Fashion Against AIDS e che promuove la consapevolezza dell’HIV/AIDS tra i giovani attraverso la ricerca di nuovi metodi affinché le azioni di sensibilizzazione siano realizzate dai giovani per i giovani; YouthAids per i suoi progetti ad Haiti e in Russia con lo scopo di prevenire la diffusione dell’HIV/AIDS nelle zone più colpite; MTV Staying Alive Foundation e l’UNFPA, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione. Nessun modo migliore di avviarsi verso la bella stagione: con addosso qualcosa che ha davvero significato.

post originale @:http://www.dmoda.it/2011/04/21/hm-fashion-against-aids-un-impegno-concreto/