
(2010 – Indeed! Record)
Sito web ufficiale http://www.trivision.cc/
Tracklist:
1. Tra Le Sue Braccia Un’altra Sera
2. Involucro
3. Negativa
4. Anno 09
5. Cronotopo I
6. Cronotopo Ii
7. Zanapra
8. Ore Riflesse
9. Fiume Nero
10. Quello Che Non C’è
11. Venere
12. Dentro La Crisi
Per muoversi nel liquido ognuno di noi adotta la propria tecnica coerentemente con le proprie capacità e la propria confidenza con il liquido in cui si è immersi. Si può annaspare oppure si può disegnare movimenti fluidi con gambe, braccia e corpo intero, come nelle squadre di nuoto sincronizzato. L’album dei Trivision, “Muoversi nel liquido”, non corrisponde a nessuno di questi due casi estremi. I giovani lodigiani ci consegnano un’opera prima che non è impacciata nè ingenua ma che, nonostante tutto, sa definitivamente di esordio.
Abbandonate le produzioni in inglese del loro primo periodo, i Trivision fanno convergere alternative rock, nu metal, un po’ di power e un po’ di metal classico in 12 pezzi cantati in italiano ma non tutti ugualmente convincenti, né coinvolgenti. Le sonorità sono forti ed accattivanti, certamente di impatto. Portare insieme tanti strand e tante derivazioni non è facile ma i Trivision ci riescono bene per quasi tutto il disco. Ciò che meno convince è la linea vocale, troppo spesso pulita e non totalmente coerente con la struttura musicale complessa dei pezzi. Poco screamo, ne servirebbe di più. Troppo polite, quando invece si potrebbe osare. “Muoversi nel liquido” funziona meglio con i ritmi più lenti, convince di più quando si crea un’atmosfera intima piuttosto di quando vuole “spaccare”. Ma i Trivision sanno fare bene, lo dimostra la chiusura del lavoro –“Dentro la crisi” – che graffia, urla e, in definitiva, comunica molto di più del resto del disco. Sono proprio i due pezzi più estremi, la cattiva “Dentro la crisi” e la bella “Zanopia” a rivelare il potenziale del gruppo sia da un punto di vista vocale sia strumentale. Il mixing-up di generi ed influenze è il loro tratto distintivo e, senza dubbio, il tentativo di creare una propria unicità reinterpretando ciò che piace è apprezzabile ed ammirabile. Riescono meglio nella seconda parte del disco, da “Zanopia” in avanti, piuttosto che nella sequenza iniziale di brani dai testi un po’ troppo semplici (le parole sembrano prese solo per il suono che hanno e meno per quel che significano) che poco collimano con ritmi molto serrati.
Non è facile muoversi nel liquido. Anche quando si pensa di aver acquisito un po’ di sicurezza poi si può scivolare, ma non fa niente: è solo l’inizio. L’importante è riprendere il movimento dopo ogni sbavatura tendendo non tanto alla perfezione (questi ragazzi sono bravi, si sente) ma all’armonia e alla coordinazione…perché è nell’insieme armonico e coordinato delle singole parti che il movimento nel liquido affascina. Proprio come nel nuoto sincronizzato.
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