
(2011) Autoproduzione
Tracklist:
1. We Still Got A Voice To Scream
2. Self-Forgiver
3. Bloodshed
4. Toys
5. Please Insert Coin
6. Distracted
Arrivati ormai a Settembre, con un’estate che ha faticato a decollare, con le ferie ancora un po’ lontane si diventa quasi insofferenti e dare alle nostre giornate la giusta accelerata diventa quasi impossibile.
Offro un antidoto: l’EP omonimo dei Lost Ape of Killa, band giovane e talentuosa di Catania che ci regala una personale ed efficace sequenza di brani tra il nu ed il metal core. Neppure questa volta voglio mettermi a discutere con i puristi che rifiutano, per principio, la next-generation underground. Anche perché, a dire il vero, come spesso accade è difficile etichettare in modo univoco la produzione di band come i LAoK.
Me li immagino, giovani siciliani sognatori, seduti insieme ad ascoltare i System Of A Down (ma forse anche i Disturbed, i Dream Theater, i Korn, gli Anathema, gli Staind…) e a pensarsi come una band capace di stare al centro di tutte queste influenze.
E così, Lost Ape of Killa ci arriva come lavoro ancora leggermente acerbo in alcuni tratti, ma apprezzabile. We still have a voice to scream apre la sequenza dei 7 brani in maniera decisamente aggressiva e mi stupisce quando vira sui toni di Chop Suey! dei System, riproponendo il modello tipico della (ahimé) ormai lontana band armeno-americana che costruisce molto sul dualismo vocale tra il canto in chiaro e una linea vocale decisamente di potenza.
Self forgiver segue con decisione alla prima traccia, amplificando i toni vocali forti, mentre Bloodshed riporta un maggiore equilibrio tra le due anime del lavoro. Toys, invece, interrompe un po’ la sferzata pesante e mostra la competenza della band anche sul melodico mentre Please insert coin, breve strumentale, mostra la sapienza dei LAoK che risultano estremamente comunicativi e potenti anche senza parole.
I toni si alzano nuovamente con Distracted, tornando ad un buon equilibrio tra il canto pulito e la linea vocale più potente, ma trovando un migliore equilibrio anche tra voce, in generale, e strumentali. L’EP si chiude conUnmasked Secrets, più rilassata e piegata al melodico, ma più sofisticata delle altre tracce. Forse la migliore del lavoro, mi ricorda per alcuni tratti alcune ultime produzioni degli Anathema.
Lost Ape of Killa è un buon EP, e i LAoK hanno energia e talento per crescere. Penso che a volte l’aggressività sia un po’ troppo spinta, mentre funzionano perfettamente in pezzi come Unmasked Secrets dove forse la forza di voce e musica non è violenta come nelle tracce di apertura del lavoro ma arriva, quasi in maniera penetrante, e rimane di più.
Come sempre, I stay tuned, in attesa di nuovi lavori, ed auguro ai LAoK un futuro brillante.
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